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Nasce a Venezia, cittadina del mondo, intraprende giovanissima, con grande
istinto e doti artistiche, la carriera di designer di gioielli. Finiti gli studi professionali di gemmologia inizia a viaggiare in ogni angolo del pianeta, dal più ricco al più disagiato, traendo ispirazione per le sue creazioni, abbracciando culture differenti e costruendo legami e progetti unici nel loro genere.
Poetessa, pittrice, viaggiatrice instancabile, incline agli sport e al benessere fisico, si appassiona alle attività più spericolate ma anche a quelle più meditative tanto da diventare yoga trainer in India.
Già autrice di uno spassosissimo libro Un’Aurora Turchese in cui racconta le proprie avventure di giovane mamma e donna, ora ci regala il suo attesissimo secondo libro, con uno sguardo alla vita, attraverso gli occhi della donna adulta che è diventata.
Una donna forte ed indipendente che non si nasconde dietro alcun compromesso. “Come onde sulla sabbia”… onde pacifiche che si disperdono a riva in un ripetersi infinito, oppure onde in tempesta che si frangono a terra? Forse entrambe le cose, in quella che sembra essere una ricerca di chi siamo, di chi vogliamo essere, ma più di tutto di chi vogliamo diventare. Perché la vita non finisce mai di stupirci, a qualsiasi età.
Per cui perdersi tra le pagine di questo libro è come perdersi tra le onde del mare.
E chissà se la protagonista vorrà tornare a riva.
Ci porta in paesi lontani, a volte esotici e solitari, altre cosmopoliti e mondani. Un intreccio tra passato e futuro, tra travolgenti passioni ed un grande amore, filo conduttore di questa storia, questa bellissima pazza vita, che tutti noi viviamo, a volte pieni di paure, altre senza limiti.
E così, pagina dopo pagina la protagonista ci catapulta nel suo magico mondo interiore fatto di risate, ironia, entusiasmo, freschezza ma anche lacrime e dolori. Un contrasto tra femminilità e forza, da leggere tutto d’un
fiato.
I figli ti cambiano la vita. Già, ma teoricamente si hanno circa nove mesi per prendere confidenza con le nuove abitudini. Ritrovarsi mamma in giovane età, se da una parte assicura maggiori energie e forze fisiche, dall’altra comporta una rivoluzione nello stile di vita a cui forse si fa più fatica ad abituarsi.
I coetanei sembrano improvvisamente distanti, anche se conducono la stessa vita che tu facevi fino a pochi mesi prima; le altre mamme più grandi di te ti guardano a volte con sufficienza…
Marzia Pendini non chiede nomi, non rappresenta volti, ma dipinge presenze carnali e vibranti, nella loro totale, orgogliosa fisicità. È una mostra di totalità identitaria, di epifania corporea, di bellezza anatomica espressa senza reticenze, senza orpelli simbolici, senza bigottismi inutili.
















Ho sempre avuto bisogno di esprimere i miei sentimenti attraverso delle forme d’arte, che fossero la scrittura, la pittura o il disegno di gioielli. A volte ho delle idee, dei pensieri e restano lì nascosti dentro il mio cuore, come se avessero bisogno di crescere per poi nascere... ed è così che accade... poi all’improvviso quello che immaginavo soltanto nella mia mente prende forma... il platino e l’oro iniziano a modellarsi nel mio laboratorio,
Salvadori. Il metallo si fonde, si plasma e si trasforma prendendo le sembianze del mio disegno. E quando questo accade l’emozione è fortissima e fremo dalla voglia di veder indossato il mio gioiello dai miei clienti.
Molte persone pensano che un gioiello sia solo un oggetto equivalente in denaro per apparire o quant’altro, ma non è così: dietro a un gioiello si nasconde una storia da raccontare, che sia la mia storia, che metto nel crearlo; o la vostra storia, nel tramandarlo, nell’indossarlo. A volte, quando sento di aver bisogno di sostegno, indosso un anello, Salvadori s’intende, che mi regalò mia nonna. È in oro bianco con un cuoricino di tormalina rosa tagliata cabochon adorna di brillanti. Lo indosso e mi sembra di averla vicina.
Quando mancò mio padre, invece, volevo disegnare qualcosa che rappresentasse la sua vita. La vita di un uomo con i valori di altri tempi: la famiglia, la stabilità, la sua integrità e nobiltà d’animo. Volevo creare un oggetto essenziale, senza fronzoli. Se dovevo associare una pietra a mio padre sarebbe stato senz’altro il diamante: forte, sopra a tutti. Ecco che il diamante doveva essere il protagonista. Così ripresi il classico punto luce, il solitario e la fedina eternity. Nacque la Collezione Il Sogno. Mi sembrò all’improvviso, invece era una vita intera che cresceva dentro me. È realizzata in platino, il materiale più raro e puro, e le griffe che sorreggono i brillanti, sono a forma di “S”... del “Sogno” di Salvadori.
Quando immagino il momento in cui verrà aperta la scatolina Salvadori, vedo un sorriso. Quando si sorride si dona amore, e io non volevo porre limiti a questo amore. È così che ho dato vita a “Salvadori, un dono d’amore”, per donare un sorriso anche a chi non potrà mai aprire un dono materiale, ma potrà ricevere il nostro, il vostro aiuto, in quanto parte del ricavato dalle vendite del gioiello Salvadori sostiene progetti umanitari insieme ad Actionaid, un’organizzazione internazionale indipendente.
Se volete scoprire insieme a me questo magico mondo, entrate in Salvadori Diamond Atelier








































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